Riecco Grassadonia e quell’esultanza mai dimenticata

Riecco Grassadonia e quell’esultanza mai dimenticata

Ogni volta che si incrociano le strade di Gianluca Grassadonia e della Salernitana, inevitabilmente la mente volta a quanto accaduto nella stagione 1998-99. Anche in quel caso c’era in palio la salvezza e si giocava la terzultima giornata, con i granata di Oddo reduci da una striscia impressionante di risultati positivi e in piena lotta

Ogni volta che si incrociano le strade di Gianluca Grassadonia e della Salernitana, inevitabilmente la mente volta a quanto accaduto nella stagione 1998-99. Anche in quel caso c’era in palio la salvezza e si giocava la terzultima giornata, con i granata di Oddo reduci da una striscia impressionante di risultati positivi e in piena lotta per evitare la retrocessione. Il vantaggio di Marco Di Vaio fece sognare i 500 salernitani presenti nel settore ospiti e quelle decine di migliaia di persone che si ritrovarono nei bar e nei locali cittadini per spingere idealmente il cavalluccio verso acque più tranquille. Il calo nella ripresa, qualche episodio arbitrale e atteggiamenti che ancora oggi l’ex presidente Aniello Aliberti definisce “dubbi” favorirono tuttavia la rimonta del Cagliari e un 3-1 che, di fatto, condannò la Salernitana al ritorno in serie B nonostante i 4 punti conquistati successivamente contro Vicenza e Piacenza.

A far discutere fu la sfrenata esultanza di Gianluca Grassadonia, salernitano ed ex granata che impazzì di gioia per la salvezza della sua squadra e nulla fece per limitare i festeggiamenti a cospetto della sua gente. Quella gente che stava vivendo un dramma sportivo. Le immagini dell’abbraccio con il portiere Scarpi sono scolpite nella mente di quella fetta di pubblico che non ha dimenticato e che lo ha fischiato per mesi quando tornò sia come calciatore, sia in veste di allenatore. “Fu aggredito in modo vile per un’autorete, la sua reazione è umana e comprensibile. Grassadonia ha sempre mostrato rispetto per Salerno” uno dei tanti commenti social atti a gettare acqua sul fuoco, ma la sensazione è che lo strappo con il pubblico sia quasi insanabile e che quell’esultanza sia una ferita ancora troppo profonda.

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