Rossi incanta la Lazio, 7 gol in amichevole. Assalto del Livorno, la Salernitana non ha saputo valorizzarlo

Rossi incanta la Lazio, 7 gol in amichevole. Assalto del Livorno, la Salernitana non ha saputo valorizzarlo

Dal 2011 in poi sono stati davvero tanti i calciatori arrivati a Salerno tramite la Lazio, spesso inadeguati, ma tenuti fortemente in considerazione dagli allenatori e dalla dirigenza. Solo con l’avvento di Fabiani nel tormentato gennaio del 2014 il cordone ombelicale con i biancocelesti è stato tagliato, sebbene spesso patron Lotito abbia proposto atleti che

Dal 2011 in poi sono stati davvero tanti i calciatori arrivati a Salerno tramite la Lazio, spesso inadeguati, ma tenuti fortemente in considerazione dagli allenatori e dalla dirigenza. Solo con l’avvento di Fabiani nel tormentato gennaio del 2014 il cordone ombelicale con i biancocelesti è stato tagliato, sebbene spesso patron Lotito abbia proposto atleti che nella Capitale non avrebbero mai trovato spazio e che si sono rivelati degli autentici flop. Eppure per molti di loro è stata necessaria un’opera di convincimento che ha richiesto tempo e dispendio di energie: come dimenticare Enrico Zampa, eterna promessa del calcio italiano che a Salerno ha collezionato una serie infinita di insufficienze e che si è perso nel dimenticatoio senza mai andare oltre una onesta Lega Pro in piazze tutt’altro che prestigiose. L’elenco, però, sarebbe lungo: Luciani e Iannarilli, ottimi in C2, ma disastrosi quando le categorie sono diventate più importanti, le meteore Prce, Adeleke, Emmanuel, Denè, Sbraga e Capua, quel Tounkarà con l’atteggiamento “alla Balotelli” che ha giocato da titolare solo contro il Lanciano in casa lasciando il campo tra i fischi dei 12mila dell’Arechi. In pochi, pochissimi hanno lasciato il segno: Perpetuini è stato onesto centrocampista e ragazzo serissimo, Mendicino ha finanche rischiato la vita ed ha realizzato anche qualche bel gol, Tuia è rimasto sei anni (anche a causa dell’assenza di richieste di altri club), ma non ha mai corretto quei difetti che hanno spinto giustamente Fabiani a non rinnovargli il contratto.

L’anno scorso c’è stato però un ragazzo che, pur con qualche limite dettato dall’età e dalla voglia di strafare, ha dimostrato di tenerci alla maglia e di voler almeno provare ad impegnarsi per ripagare la fiducia dell’allenatore. Stiamo parlando di Alessandro Rossi, talento destinato ad un’ottima carriera che ha segnato 2 reti, sfornato 4 assist e dimostrato a sprazzi di essere un potenziale campioncino del futuro. Da questo punto di vista la gestione umana di Colantuono è stata pessima: tanto spazio a Palombi che a Salerno proprio non voleva venirci (e le sue prestazioni sono state disastrose), panchina per Rossi che, tecnicamente e caratterialmente, sembrava davvero di due categorie superiore al collega. “Resterei volentieri a Salerno, è una piazza da A che mette i brividi anche quando non giochi. Sarò sempre grato a Tare per avermi dato la possibilità di vestire la maglia granata, mi piacerebbe continuare anche la prossima stagione per obiettivi ancora più prestigiosi” ha dichiarato in una recente intervista televisiva, ma le strade con la Salernitana sembrano essersi divise. Il rammarico aumenta se si pensa che ieri, durante la prima amichevole estiva con la Lazio, ha segnato sette gol guadagnando l’applauso di mister Inzaghi per una rete in rovesciata molto simile e stilisticamente più difficile di quella che mandò al tappeto il Bari. Oggi incontrerà il Livorno, ma anche il Novara lo ha messo in cima alla lista delle preferenze in caso di ripescaggio. La sensazione è che, tra i quattro attaccanti, poteva starci benissimo anche lui. Peccato che Colantuono abbia fatto altre scelte così come Bollini: forse una volta tanto dalla Lazio era arrivato un calciatore forte sul quale lavorare e che non pensava soltanto ai colori biancocelesti…

FONTE FOTO INTERNET

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