Salernitana, a bilancio una spesa annua di 100mila euro: ecco perchè

Salernitana, a bilancio una spesa annua di 100mila euro: ecco perchè

Nel corso del suo lungo intervento presso il club Mai Sola, il dottor Italo Leo ha risposto con grande sincerità alle tante domande rivolte dai tifosi, perplessi per i numerosi infortuni e per i tempi di recupero spesso biblici senza che venga mai fatta chiarezza appieno attraverso i comunicati stampa. Per rimarcare la professionalità di

Nel corso del suo lungo intervento presso il club Mai Sola, il dottor Italo Leo ha risposto con grande sincerità alle tante domande rivolte dai tifosi, perplessi per i numerosi infortuni e per i tempi di recupero spesso biblici senza che venga mai fatta chiarezza appieno attraverso i comunicati stampa. Per rimarcare la professionalità di quanto fatto da lui e dal suo staff “che tira fuori il massimo in condizioni non semplici”, il dottor Leo ha svelato un retroscena interessante e inedito ai più: la Salernitana ha deciso di investire 100mila euro in più all’anno rispetto a quanto previsto dalle normative. Ogni società di serie B, su precisa indicazione della Lega, è tenuta a far svolgere ai propri tesserati gli esami del sangue ogni tre mesi. Il sodalizio granata, proprio su consiglio di Leo e dei suoi più stretti collaboratori, ha invece stabilito che tutti i calciatori si sottopongono alle analisi ematochimiche una volta ogni 30 giorni per un costo complessivo di 10mila euro al mese, 100mila euro circa all’anno. “Lo facciamo non solo per confermare alta professionalità e per tenere costantemente sotto controllo la salute degli atleti, ma anche per monitorare costantemente la condizione fisica e fornire ai collaboratori e allo staff tecnico tutti i parametri necessari anche in ottica campo. Dal semplice emocromo alle transaminasi senza dimenticare l’esame delle urine: intrecciamo una serie di dati per intervenire immediatamente laddove necessario, per monitorare lo stile di vita di un calciatore al di fuori del rettangolo di gioco e per stilare una relazione quanto più precisa possibile all’allenatore” ha spiegato Leo, tra i fautori- assieme all’ex tecnico Colantuono- della nascita al Mary Rosy di una apposita area medica. Un piccolo retroscena che conferma la volontà di crescere anche sotto questo aspetto che, negli anni, ha fatto oltremodo discutere. “Complice” come ammesso da Leo “anche una scarsa apertura verso il dialogo che, invece, risolve sempre tante cose e aiuta a crescere”.

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