Social, il gioco al massacro che rende la critica poco credibile

Social, il gioco al massacro che rende la critica poco credibile

Il pensiero della stragrande maggioranza dei tifosi è ormai chiaro da tempo: in tanti sperano in un cambio ai vertici della società, nell’esonero del direttore sportivo Fabiani, nell’avvicendamento di alcuni calciatori, in iniziative promozionali rivolte ai più giovani, in una conferenza stampa che possa consentire di fare chiarezza su tante cose. Legittimo, sacrosanto, soprattutto se

Il pensiero della stragrande maggioranza dei tifosi è ormai chiaro da tempo: in tanti sperano in un cambio ai vertici della società, nell’esonero del direttore sportivo Fabiani, nell’avvicendamento di alcuni calciatori, in iniziative promozionali rivolte ai più giovani, in una conferenza stampa che possa consentire di fare chiarezza su tante cose. Legittimo, sacrosanto, soprattutto se al quarto anno di B una proprietà che ha dimostrato di saper vincere quasi a mani basse a suon di investimenti si ritrova improvvisamente a vivacchiare in cadetteria. Una critica, però, espressa ogni secondo e a prescindere dall’argomento trattato perde ogni sorta di credibilità e non porta nulla alla causa granata. Che senso ha accogliere Emanuele Calaiò (200 gol in carriera, poi è stato applaudito Coda che il suo esordio in B l’ha fatto a 30 anni) scrivendo “Sei più obeso di Fabiani” o aspettare con spasmodica ansia una sconfitta della Salernitana per fiondarsi su facebook e attaccare chiunque? La differenza è evidente: in caso di vittoria i commenti sono numericamente pochi e spesso parlano di “partita finta” o “demerito dell’avversario”, ma se poi provi a far notare che col Benevento il ko è immeritato e l’arbitro ha inciso quanto l’autogol di Micai ecco il partito del “siete filosocietari”, “vergognatevi” e “ci state umiliando” che suona la sua sinfonia quasi godendo delle disgrazie di una Salernitana che, al netto dei suoi limiti rimarcati in tempi non sospetti, è a -2 dai play off (dalla quarta in poi pure sono in calo) e in posizione rassicurante rispetto alla quint’ultima.

 

Ognuno può esprimere civilmente il proprio parere dove meglio crede, sia chiaro, e non vogliamo nemmeno dare spazio a quei dementi che augurano morti, malattie, incidenti o quant’altro sfociando nella pazzia e nell’illegalità. Stucchevoli anche quelli che vedono disegni precostituiti dietro ogni sconfitta appellandosi ad un regolamento che non esiste se non nella loro testa. Del resto è dai tempi di Aliberti che è caccia alla scusa per giustificare l’assenza dagli spalti. La linea più intelligente l’hanno trovata ultras e zoccolo duro: non perchè gli assenti siano tifosi di serie B, ma perchè probabilmente, non potendo risolvere i problemi della Salernitana nell’immediato, la cosa migliore è sostenere la casacca per il bene della Salernitana (non di Lotito, Mezzaroma, Fabiani, Gregucci e tutti gli altri) senza accantonare la critica costruttiva, anche dura e sacrosanta dopo un mercato da bollino rosso ed una serie di sconfitte casalinghe che, nell’anno del centenario e contro avversari modesti come il Benevento (a proposito, il tanto agognato Vigorito ha speso il triplo dei colleghi impiegando però 10 anni per vincere la C e retrocedendo dalla A dopo sei mesi a suon di record negativi: il tempo dei presidenti tifosi è finito, il calcio romantico appartiene al passato). La verità è che mentre in centinaia si sbizzarrivano sui social criticando anche il vestito indossato dalla cognata del nipote dello zio del parente del vicino di casa di Calaiò, a metterci la faccia all’esterno della tribuna per esprimere disappunto erano cinquanta. Non di più. E sugli spalti (non davanti alla poltrona) erano in 8000 a cantare, incitare, chiedere a Lotito di andar via. Giusto o no lo dirà il tempo. Ma i social stanno facendo da cassa da risonanza a chi, al posto di individuare i problemi (ormai noti, detti, ridetti e sottolineati), dovrebbe proporre costruttivamente e intelligente una soluzione, una linea comune. Non certo dicendo “stu puorc”, “jatavenn” o augurando tragici problemi personali si farà il bene della Salernitana. A oggi possono venire anche CR7, Messi e Buffon: si direbbe che sono vecchi, che da novembre si perde appositamente, che si fa la “zuppa” e che, se si vince, “c’emm accattat a partit”. Nessuno rimangia le critiche anche dure fatte in tempi non sospetti e con la Salernitana terza. Ma si sta perdendo il limite della decenza. E così non si aiuta la Salernitana.

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