Società meno “coinvolta”, se ci fosse un altro motivo?

Società meno “coinvolta”, se ci fosse un altro motivo?

Quando un anno e mezzo fa, per un irrisorio buco in bilancio, il presidente Marco Mezzaroma fece una sorta di passo indietro rispetto all’annunciato progetto triennale anche deluso dalla mancata qualificazione play off dopo l’oneroso investimento Rosina, i tifosi rimasero decisamente spiazzati. Del resto i fatti confermarono la volontà di mettere in atto una strategia

Quando un anno e mezzo fa, per un irrisorio buco in bilancio, il presidente Marco Mezzaroma fece una sorta di passo indietro rispetto all’annunciato progetto triennale anche deluso dalla mancata qualificazione play off dopo l’oneroso investimento Rosina, i tifosi rimasero decisamente spiazzati. Del resto i fatti confermarono la volontà di mettere in atto una strategia che salvaguardasse anzitutto l’equilibrio dell’azienda piuttosto che i risultati sportivi. Alla spicciolata sono andati via i vari Nalini, Coda, Donnarumma, Sprocati e tanti altri calciatori che potevano invece rappresentare un base fondamentale per la promozione in A e il campionato scorso ha prodotto risultati mediocri e un distacco progressivo della gente dagli spalti. E’ troppo evidente che qualcosa è cambiato nel modus operandi e nel cuore dei patron, encomiabili per la capacità di raddrizzare una barca che, nella storia, sul piano economico ha fatto acqua da tutte le parti, ma poco inclini a dar peso a quell’aspetto emotivo-sentimentale che andrebbe messo sullo stesso piano in una piazza passionale come Salerno. Ricordiamo ancora le famiglie dei presidenti allo stadio sotto la curva, la commozione di Lotito che, al Vestuti, disse testualmente che “i salernitani hanno fatto innamorare le nostre mogli e i nostri figli, vi ringrazio e vi porteremo dove meritate”, la costante presenza di Mezzaroma in casa e in trasferta, l’abbraccio collettivo dei 22mila post Casertana e ancora Lotito che prendeva aerei privati spostandosi da Roma ad Aversa per poi volare in direzione Udine.

Cosa può essere successo in questi anni? Se alla base ci fossero problemi ancora non emersi? Spesso il numero uno di Lazio e Salernitana ha parlato di “investimenti fatti per far divertire la gente, in cambio non abbiamo ricevuto nulla”, come se qualcuno gli avesse promesso qualcosa. Non certo il tifoso che gli prospettò i 20mila fissi in caso di B. Che ci fossero altre aspettative, magari con la vecchia amministrazione comunale? Dalla gestione dello stadio al no per i concerti all’Arechi, forse da lì si è inceppato un meccanismo che sembrava perfetto. Già in passato l’incrinarsi dei rapporti tra l’ex Sindaco De Luca e le precedenti società incise negativamente sul percorso della Salernitana, la speranza è che siano soltanto supposizioni e che presto i patron recupereranno quell’entusiasmo mostrato nei primi 4 anni, quando Lotito assisteva alle sfide in D del Salerno Calcio con lo stesso trasporto delle gare Champions della sua Lazio. Quando hanno voluto vincere ci sono riusciti. A mani basse e al primo tentativo. In B il programma è meno ambizioso e il falso problema delle normative NOIF non incide per nulla. Il tempo darà le spiegazioni necessarie.

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